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Giulio Gasparotti – 1993 – Depliant Personale “La Piccola”

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“La Piccola” presenta in anteprima queste recenti ed inedite opere di Toni Fontanella: affermazioni della fecondità creativa di uno dei protagonisti della nostra arte, tra i più importanti della sua generazione.

Tutti ricordano le sue Lagune, le Barene, le Cavane, i Canali Lagunari, le Barche abbandonate … le cui tracce si colgono ora in altre presenze distinte sulla tela lungo un diverso e particolare ritmo e sapienti leggi spaziali.

Sono oggetti che, invece, di emanare stati d’animo, fondono il vissuto e il veduto tramite rigorose architetture nel silenzio e nel respiro della composizione, su un piano che è solamente pittorico.

Il tempo sembra fermato sulle piccole cose di ogni giorno, in una luce (non atmosferica come prima) che investe le forme, un dettaglio, un accostamento, esatti e penetranti, nella semplificata struttura, ripassata da colori continui, vivi, intensi nel contrasto, di accompagnamento al tema. Colori non sostitutividelle tiinte naturali ma con qualcosa in più da consentire l’intercettazione del motivo poetico da un insieme di sottili suggerimenti.

In tal modo, Fontanella coagula la profondità di campo attraverso la registrazione dell’immagine definita come presenza-soggetto e le molteplici sensazioni provocate dal significatospecifico dei vari inserimenti, oltre i limiti dell’osservazione, quasi fossero storie e racconti.

I “cappelli”, gli occhiali, il portastrumento, i tulipani, i cioccolatini, il cavalletto, ecc…, secondo la declinazione formale, vanno guardati nella loro purezza plastica, nella sintesi stilistica, nell’impianto e nella distribuzione delle masse, che perdono ogni intervallo di rappresentazione perchè impegnate nell’imediateza visiva della prospettiva e della tattile concretezza oggettiva.

Le fasce di sfondo dissolvono poi il onfine tra realtà e immagine, non risultando indifferenti, bensì incluse nel ritmo di “costituzione delle cose”.

Il ciclo inizia con una “marina” vista dalla finestra, come ad indicare il rapporto altrettanto armonioso, segnato dalla luminosità rimasta integra nella dialettica che unidce due facce diverse d’uno stesso linguaggio, senza romperne la magia.